CAPITOLO 16: Dettagli – Parte III – Trama

hd-texture-sand-mit-meeresschnecken-13LR0355SPROLOGO: “Guardi una spiaggia, e cosa vedi?… “

16.1: TUTTE LE STRADE PORTANO ALLA TRAMA
… probabilmente la prima cosa che noteresti sono le onde in movimento e la gente che nuota, ma poi ti farai più attento, e nuovi dettagli si disegneranno come riflessi nei tuoi occhi: le conchiglie sulla spiaggia e le loro forme, le barche che navigano all’orizzonte, dove il mare si allarga e fa spazio all’infinito, e i gabbiani nel cielo, intenti a vivere nel loro universo, indifferenti allo scorrere della vita umana. Tutti questi dettagli hanno una loro storia alle spalle, un susseguirsi di eventi che quel determinato giorno, in quel determinato momento, hanno portato voi ad incrociarvi con loro. Scoprireste quindi che non è frutto del caso se quello che state guardando sia nella condizione di essere effettivamente “lì”, ma che anzi, ha una propria epopea. Un punto d’inizio, da cui è partita una vicenda, che non si fermerà quando distoglierete lo sguardo, ma che continuerà fino ad arrivare ad un epilogo. In questo ultimo atto del trittico, parleremo proprio di questo, dei dettagli che caratterizzano la: Trama.

Vai ripetendo le stesse cose da mesi, mobbasta!!

In effetti lo ammetto, lo sto facendo.

In fondo è ormai chiaro, no? Servono dettagli per caratterizzare bene i personaggi, e servono dettagli per rendere interessante un’ambientazione. Il  tutto poi deve condurre ad una serie di eventi il cui dipanarsi genera la vostra storia. Non è possibile parlare dei dettagli di una trama senza citare per forza quanto abbiamo già visto nei precedenti capitoli. Ma allora perché questo post?

Perché tutto deve rendere servizio alla trama.

Ne abbiamo già parlato e ancora lo ribadiremo: qualsiasi cosa voi facciate, ogni dettaglio, deve avere una sua utilità all’interno dell’intreccio, che serve a sviluppare un personaggio, ad approfondire qualcosa, o a far progredire  la storia. Non per niente “trama” è un termine che viene utilizzato anche in sartoria, con i fili di tessuto, che uniti generano il capo d’abbigliamento che poi finirete per indossare.

Quindi, ora voi sapete come strutturare tutte le attitudini di un protagonista, conoscete i suoi legami con gli altri personaggi, e sapete cosa metterci nelle ambientazioni che visiteranno. Sapete cosa dovrà verificarsi in ogni capitolo, e avendo preparato i dettagli, saprete che piega far prendere all’andamento narrativo. E perché no, qui e lì potrebbe scapparvi il pretesto per inserire anche dettagli che facciano da futuri spartiacque per il sequel della vostra storia (un elemento, questo, che ci tengo a ribadire, vi conviene sempre preventivare per tempo, specie se siete convinti che la vostra storia continuerà!)

Ma come fare ad essere sicuri che i dettagli che abbiamo messo non siano sbagliati a priori? Non sempre è facile capirlo, specie se si è alle prime armi. Allora permettetemi di spiegarvi una regola, che una volta compresa vi evitarà di commettere questo particolare errore.

16.2: LA REGOLA DELLA COPPIA
(Da non confondere con la tecnica delle 2 parole, con cui non ha niente a che spartire, ma che vi somiglia molto solo perché, per l’appunto, sono entrambe di mia “scoperta”)

E’ una regola non scritta che si può parafrasare con: qualsiasi dettaglio, grande o piccolo che sia, influente per la storia, deve essere nominato per almeno DUE VOLTE.

Qui non parliamo di semplici “casualità”, come abbellimenti di contorno, frasi e comparse, che si possono scrivere per gonfiare di qualche riga il testo e che quindi esentano da questa regola, bensì di quei dettagli che nei vostri intenti servono per delineare la trama, e che quindi devono essere citati almeno una seconda volta durante la stesura per far capire che la loro presenza “serva a qualcosa”.

Può capitare che mentre scriviate possa venirvi l’idea di aggiungere un tratto a qualche personaggio, o degli avvenimenti che non erano contemplati nella bozza di partenza, che quindi con la loro presenza possano alterare l’idea di origine che avevate del vostro racconto. E’ giusto che succeda, e 8 volte su 10 finirà per migliorare la correttezza della storyline, ma per rendere questo inserimento “corretto” ed “effettivo”, dovete assicurarvi che esso non verrà dimenticato non appena la storia comincierà ad andare avanti.
Vi faccio due esempi che esplicheranno ciò che cerco di dirvi:

“Johnny Stereotype ha un problema da risolvere, un personaggio apparso in quel momento per la prima volta, lo aiuterà a venirne a capo, per poi sparire”
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“Johnny Stereotype ha una passione smodata per il burro d’arachidi, e ben cinque pagine di capitolo verranno spese per descrivere lui che si prepara un panino. Non succederà nient’altro, e la storia non andrà avanti d’un passo”
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Non ridete, ragazzi. Posso assicurarvi che errori come questi sono molto più frequenti di quanto pensiate.
Come avete visto, sebbene abbiamo davanti due esempi di dettagli da aggiungere alla trama, essi sono assolutamente sbagliati, perché si tratta d’inserimenti forzati (il primo) o inutili (il secondo), che in entrambi i casi non prestano il giusto servizio alla storia. Ma vediamo ora come la messa in pratica della “regola della coppia” possa davvero fare la differenza in una storia ben conformata:

Johnny Stereotype incontra per caso un soggetto che apparentemente non ha nulla d’interessante. Il lettore finisce per dimenticarsene, ma cinque capitoli dopo, colpo di scena! Il soggetto ritorna e aiuta il protagonista a cavarsela dai guai!”
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Johnny Stereotype ha la passione del burro d’arachidi, apparentemente questo non porta a niente, e per cinque pagine la trama non si muove di un passo. Ma qualche capitolo dopo, ecco scoprire che questa passione è legata a un evento passato molto preciso. Oppure, c’era una ragione che ha spinto il protagonista a trovarsi in quella stanza, a prepararsi da mangiare in quel momento”
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Come avete visto, citare una seconda volta elementi di questo tipo, fornisce subito al lettore una ragione che giustifica il tempo che vi ha dedicato. In seguito, questa regola, ampliata ulteriormente, potrebbe addirittura assumere un ruolo di maggior spessore all’interno della storia.

Naturalmente, è anche importante saper discernere eventi e/o comparse casuali da elementi più rilevanti, ma se ancora non vi è chiara la differenza, è sufficiente ricordarsi che non dovete dedicare mai troppo tempo ai dettagli futili! Se credete che una cosa non serva all’economia del racconto, abbreviatela al minimo o addirittura eliminatela! Altrimenti, beh… non  lasciatela da sola!

EPILOGO: “Si conclude così uno degli argomenti più lunghi del blog. Argomento oltretutto complesso e molto articolato, difficile da padroneggiare e fonte costante di grattacapi per autori novelli e ferrati cantastorie! Come da prassi, posso solo sperare che le nozioni che ho condiviso con voi siano state chiare e di facile comprensione, e che in caso contrario, vi rammento che potete sempre contattarmi per chiedermi delucidazioni più approfondite. Ci tengo anche a scusarmi per le lunghe interruzioni che mi sono permesso di prendere tra un capitolo e l’altro, ma anche per me scrivere questi articoli è stata un’impresa irta di ostacoli. Vi rivolgo dunque i miei saluti e mi auguro di cuore che il prossimo capitolo non esiga troppo tempo prima di venire alla luce. Da parte mia, m’impegnerò per evitare che ciò accada!”

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