CAPITOLO 5: “La tecnica delle due parole”

puzzle-pieces-1PROLOGO: “1 + 1 = Trama!”

5.1: Quando lo spunto vi serve ORA, SUBITO!
E’ prerogativa di tutti gli scrittori avere la capacità di trovare spunti narrativi in qualsiasi cosa gli capiti sottomano nell’arco della giornata. 
Nel nostro precedente post dedicato alle IDEE abbiamo visto che spesso basta anche davvero poco, come guardare un sasso, per far sbocciare nel motore della nostra fantasia la scintilla della creatività!

Se però è vero che spesso le idee migliori emergono nel momento più inaspettato (quando magari si è assorti in altre attività), arriva un momento per ogni scrittore novizio o professionista che sia, di trovarsi nella condizione di dover trovare uno spunto narrativo nel tempo BREVE. Magari in vista di un concorso di scrittura creativa al quale volete partecipare, oppure nel caso di un professionista che debba lavorare a un progetto editoriale che gli servirà per portarsi a casa la pagnotta.

Nel corso della mia giovane carriera da scrittore novizio, mi sono scoperto particolarmente bravo nella ricerca di spunti e idee per lo sviluppo di una potenziale trama. Questo perché senza quasi rendermene conto le prime volte, facevo affidamento a un trucchetto che adesso voglio condividere anche con tutti voi.

Mi piace chiamarlo: La tecnica delle due parole!

Questa voglio proprio sentirla!

Oh, ti piacerà! Perché è sufficiente scoprire la semplice regola che vi si cela dietro, per avere tra le mani un generatore INFINITO di potenziali spunti di scrittura!

5.2: Ambientazione + situazione
Non avevo mai compreso l’efficacia di questo trucco fino a quando non mi sono messo ad analizzarlo per bene, svelandone il segreto nascosto.

Quando dovevo trovare l’idea per una storia, mi era sufficiente pensare a due parole a caso – anche completamente scollegate tra di loro – per riuscire subito a immaginarmi un potenziale spunto di partenza per una trama.

Vi faccio un esempio semplice e frettoloso, ma che vi aiuterà a seguire la logica dietro questa tecnica. Prendiamo due parole a caso, che potrebbero essere: 

Auto; Zucca

Tralasciando la mia innata capacità di fare esempi idioti per ogni contesto, voglio dimostrarvi quanto è facile costruire una primissima traccia di stesura partendo da questo.
Avendo definito le due parole, dovete fare in modo che una di esse diventi l’ambientazione della vostra storia, la seconda il contesto:

-La zucca potrebbe rappresentare un luogo, come un orto, una fattoria, la prima cosa che vi viene in mente e che vi stuzzica la fantasia. 

-L’auto è una parola chiave ovvia per definire un possibile contesto, come un protagonista della storia che arriva nella fattoria a bordo della vettura, oppure, che a causa di un incidente va a schiantarsi nei pressi di un orto.

E già da questo voi avrete non una ma addirittura una moltitudine di possibili spunti da evolvere in una trama divertente e scorrevole, e tutto col sacrificio di non più di 30 secondi di riflessione! 

Vi sarà poi sufficiente definire il genere della vostra storia e avrete già in mano gli ingredienti principali per la vostra ricetta narrativa! Volete scrivere un Horror? E allora la zucca potrebbe essere lo spunto ideale per una storia ambientata a Halloween! Volete un Thriller? E allora potrete partire con il ritrovamento di un cadavere nell’orto di una fattoria, accanto ai rottami di un’auto in fiamme! Un racconto rosa? Beh, medesima logica, medesimi risultati!

Si tratta di una tecnica eccellente, soprattutto per i novizi che ancora non hanno ben delineato un loro stile e cercano qualche soggetto da sviluppare. Poi naturalmente arriverà il difficile, ossia trasformare lo spunto di base in una storyline coinvolgente e originale, ma questo è un altro discorso, che tratteremo in altre sezioni del blog.

Quello a cui puntavo con questo capitolo era dimostrarvi quanto spesso sia facile trovare del materiale di lavoro servendosi davvero di poche risorse per iniziare. La mente umana è una macchina incredibilmente ricca di risorse, a patto di darle un percorso da seguire che sia stimolante e divertente. Il trucco delle due parole funziona così, soprattutto se la scelta delle due parole è particolarmente casuale, perché vi permette di creare associazioni d’idee che mai vi sareste sognati se non vi foste indirizzati sul quegli specifici sentieri. 

Una volta stabilito il genere del racconto e operata la scelta delle due parole, la fantasia vi verrà in aiuto, e unita alle vostre esperienze personali, vi suggerirà la trama ideale per la vostra combinazione, che potrete poi scegliere di sviluppare in una storia completa, oppure cercare nuovi accoppiamenti per spunti differenti.

Che so? Magari l’idea della fattoria e dell’auto non vi piacciono? Allora provate a unire quadro con luce, e avrete una potenziale storia di un “fantasma che si manifesta in un ritratto al calare della notte”.

Oppure albero tennis, e potrete narrare del racconto introspettivo “di una ragazza che rimugina sulla sua vita all’ombra di un albero, mentre a dieci metri da lei gli amici con i quali è venuta accompagnata stanno disputando una partita di tennis.

EPILOGO: Come avete visto, il trucco non discrimina nessun genere e nessuno schema, e le combinazioni sono potenzialmente infinite.
L’aiuto determinante che ne riceverete sarà provvidenziale soprattutto se il blocco dello scrittore vi ha insidiato e non avete modo di cacciarlo via! 
Se volete far pratica, provate a fare le vostre PERSONALI combinazioni di parole, appuntandovi le idee che vi dovessero sorgere e spaziando tra i vari generi letterali, sia tra i vostri preferiti che tra quelli che vi lasciano indifferenti.
Non è detto che la trama del vostro prossimo successo non si celi proprio tra questi! 😉

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