CAPITOLO 14: Dettagli – Parte 1 – I personaggi

Senza titolo-1PROLOGO: “Lo scrittore è colui che da importanza alle inezie”

Ed è con questa celebre frase dello scrittore russo Vladimir Nabokov (non ve lo nascondo che me la farei più che volentieri tatuare sulla natica destra) che apriamo l’argomento di oggi, il primo di un nuovo trittico dedicato ai dettagli in una storia.
L’idea è nata da una mia esperienza recente, in cui mi è capitato di leggere un paio di scritti di alcuni giovani autori che mi hanno chiesto la loro opinione sulle proprie storie. In entrambi i casi, anche se su livelli differenti, ho potuto notare un denominator comune che può essere espresso come: carenza di innovazione.
Ora, se è pur vero che oramai è impossibile innovare da zero, poiché tutto è già stato narrato, saper infondere la giusta varietà di sottigliezze nelle varie sfumature della storia costituisce un’altra di quelle importanti tecniche che dovrete padroneggiare per giungere alla riuscita della vostra storia.
Nel post di oggi, in particolare, ci focalizzeremo sul processo di composizione dei dettagli di un personaggio, che magari vi potrà sembrare una noia, o una ripetizione di quanto abbiamo già visto nei precedenti capitoli (Personaggi e Protagonisti). Per certi versi lo è, ma fidatevi, quello che imparerete oggi cambierà completamente la vostra visione delle cose. Magari mi ringrazierete anche (che ne dite di ricambiare promuovendo il blog e la nostra pagina facebook, eh? :D)!
Dicevamo…

La mia storia parla di un bambino con problemi familiari che parte per una grande avventura in compagnia del suo migliore amico!

14.1: Vedere con occhi, non con la mente.
(“Ah ma che cos’è, adesso i sottocapitoli li fai dopo?”
No è solo che quel che dovevo dire prima non centrava un batacchio con quello che c’è adesso. Ma piuttosto, nessuno ha notato il grande gioco di parole che vi ho lasciato qui sopra 😀 Sì? No? Ok fa niente…)

Allora padawan miei cari, quello che vedete poco più su è il tipico esempio di soggetto che potrebbero partorire dilettanti e professionisti in egual misura, ma se voi mi avete prestato attenzione fin’ora, sapreste ormai che se mentre il novellino partirebbe subito per la tangente con la scrittura, per un professionista questo sarebbe soltanto l’inizio di un lungo periodo di ricerche che lo porterà a spendere ore e ore in biblioteca a consumarsi il culo in cerca delle accoppiate perfette tra narrazione e dettagli.

Quello che dovete capire è che se il vostro stile si avvicina più al primo metodo, magari potreste anche scrivere un’ottima storia, ricca di suspence e di colpi di scena, ma è come voler prendere a mano nuda il pesce dall’acquario quando accanto a voi c’è un comodo retino che aspetta soltanto la vostra attenzione… non fosse che siete troppo pigri per impugnarlo. Quello che cerco di dirvi è che: sì, potreste anche riuscirci, ma sarebbe solo un successo momentaneo, dettato dal culo che vi ringrazia per non averlo consumato in precedenza; ma non si ripeterà mai più, probabilmente.

Il titolo del sottocapitolo introduce il primo dei consigli che oggi intendo condividere con voi: per arricchire di dettagli un personaggio, voi dovrete imparare a vederlo con gli occhi, e non col cervello!
Capitan Ovvio al rapporto? Carenze di anatomia umana del vostro blogger che non sa che i nervi ottici si collegano a X direttamente col cervello? No, io lo chiamo realtà dei fatti.

Vi aiuto a seguirmi: immaginatevi di passeggiare in mezzo a una folla. Davanti a voi ci sono delle persone, no? Ora ditemi, voi cosa notereste? Sicuramente vi farete un’idea della loro stazza e di qualche basilare tratto somatico. Vedrete il colore dei loro capelli e il taglio, e come si vestono; sentendoli parlare vi fareste fin da subito una prima idea della loro personalità. Ed è più o meno quello che succede nelle prime fasi della creazione di un personaggio.
Di lui vedreste una forma idealizzata, che è costituita dai tratti che la vostra abitudine vi ha portato a immaginare. Un po’ come quando tenderete a riconoscere tratti a voi familiari nella folla. Ma siete folli se pensate che questo basti per scrivere la storia!

Adesso provate a osservare la medesima folla avendo cura di focalizzare i dettagli di ogni singolo soggetto, cosa scoprireste? Vedreste per esempio che quella signora dall’aria così snob magari indossa delle pessime scarpe da ginnastica con la suola ormai sul punto di staccarsi. O l’attraente piccolo neo in quella ragazza là in fondo che la fa spiccare tra le sue amiche. Vedreste la marca di vestiti sulla camicia di qualcuno, le fantasie sulla gonna di qualcun altro, e così via, all’infinito. Dettagli e dettagli, che altrimenti non avreste MAI scoperto se non vi foste concentrati su di loro. Quindi, riflettere sui dettagli non solo priva le persone e i vostri personaggi dell’IDEA che voi vi siete fatti su di loro, ma gli conferisce anche una personalità unica, che magari non si era MAI vista nel contesto in cui ora lo andrete a raccontare!
Ed ecco che, magicamente, avrete dato dell’umanità a un qualcosa che prima era solo una percezione nella vostra testa. E tutto questo solo perché avete investito parte del vostro tempo nel concepimento dei loro dettagli!

La prossima volta che andrete per strada, divertitevi pure ad osservare con la coda dell’occhio i passanti intorno a voi. Concentratevi sui loro dettagli, e scoprirete il fascino delle inezie che li compongono!

A questo punto, immagino che a molti sia sorta una domanda, e cioè: “come mi aiuta questo a creare un personaggio ricco dei dettagli che tanto stiamo decantando?”
Allora rimanete con me, miei prodi, perché sarà il tema dei prossimi paragrafi!

14.2: Dettagliare il personaggio.
A questo punto vi sarete fatti un’idea di quanto siano importanti i dettagli. Quello che dovrete fare ora è decidere quanto vorreste che lo siano.

Tenete presente che + dettagli corrispondono a + verosimiglianza  nel personaggio. Il personaggio diventa – stereotipo e – macchietta. Quindi l’equazione produce un risultato positivo per la vostra storia.

Ma è vero allo stesso modo che + dettagli corrispondono a + lavoro per voi. E se non avete piena padronanza dello stile che adoperate, conseguirete un testo + pesante da leggere e – interessante per il lettore. Quindi un risultato decisamente negativo!

Lo so, sembra un controsenso. Ma credetemi, è così. Il mondo è bello perché vario, e vi capiterà di trovare in egual misura sia lettori che apprezzano storie intrise di dettagli che persone che preferiscono venire subito al dunque. Ecco perché, nel momento di esercitarvi, dovreste dare prima di tutto retta alla VOSTRA opinione, che se d’accordo vi metterà almeno in pace con voi stessi.

Ma quindi, come si concepisce un personaggio?

In verità è facile, capito il meccanismo, e per essere certi di saper scegliere la giusta strada, dovrete richiamare a voi la forza di tutte le vostre esperienze di vita (che quindi potrete usare nei vostri personaggi) e del vostro bagaglio culturale (ed ecco una situazioni in cui LEGGERE tanto può fare davvero la differenza).

Procederemo per fasi, che cercherò di sintetizzarvi quanto più possibile:

a) Come per ogni altra fase della stesura, si parte da un’IDEA. Il ruolo che incarna il vostro personaggio, il suo aspetto fisico, il carattere, l’abbigliamento. A seconda di quanto siete ispirati, può avere la vaga forma di un’ombra nei vostri pensieri, volubile e instabile, come di un soggetto ben definito che non subirà cambiamenti di rilievo nella versione finale;

b) Posti i primi elementi, ricordatevi di dover decidere che RUOLO avrà nella storia. E’ importante. Perché a seconda della sua parte, si plasmerà per forza la sua personalità e il modo di essere. Certe volte può succedere che il carattere si formi sulla base della trama, altre volte il contrario, ossia che la storia si evolverà in base al percorso che avrete deciso per lui. Non ha importanza l’ordine, quel che conta al termine della ballata è che trama e personaggio debbano scorrere insieme come due ingranaggi ben oliati;


c) Fin’adesso è stato facile, tutto sommato siamo tutti capaci di arrivare fino a sto punto. Il problema è che molti qui si fermano. Ed è qui che prendono i natali le più dilettantesche forme di stereotipi.

Ora che saprete che dovrà fare, dovrete pensare alla sua STORIA. E lo so, in passato ve l’avevo già accennato, ma pocanzi vi avevo anche detto che il post di oggi sarebbe stato come un’approfondimento, quindi zitti e mosca XD. Dicevamo, la sua “storia”. Con la sola differenza che non dovrete pensare solo al suo passato per costruirne il carattere. Dovrete anche fare attenzione al presente, a quello che dovrà fare, a come si comporterà nel contesto e con i suoi compagni; come si evolverà la relazione con ciascuno, gli affetti che nasceranno, i conflitti. Decidete tutto in base al suo carattere, alla trama e al carattere degli altri personaggi (ricordate, sono tutti degli ingranaggi, e tutti devono combaciare bene tra loro al pari del vostro principale). Fatto questo pensate al futuro; come sarà alla FINE della storia? Avrà percorso un’evoluzione che lo avrà portato a cambiare? Come sarà il suo rapporto con gli altri? E se vorreste predisporre un sequel, quali saranno le evoluzioni future che subirà (conoscerle per tempo vi darà una mano a rendere l’evoluzione ancora più credibile)?;


d) L’ultima è forse la più infima, e la più difficile da padroneggiare in termini dilettantesti. Spesso anche i migliori tendono ad un certo punto a standardizzarsi con una data tabella di tratti e rimanere tali riproponendo decine di nuovi personaggi, magari vincenti se presi in singolo, ma uguali tra loro come i prodotti di una catena di montaggio. In questi casi non è sbagliato dire che l’autore ripropone un cliché di se stesso. Noi invece cercheremo sempre di variare quanto più ci sarà possibile, e per farlo dobbiamo assolutamente imparare ad assumere una certa padronanza coi tratti CASUALI.
Casualità, disordine, o entropia se vogliamo (così mo v’insegno anche una parola nuova :P), un insieme di dettagli che NON si giustificano per forza col carattere del personaggio, ma che fanno semplicemente parte della sua personalità, e che nel loro marasma possono essere così tanti che saperli dosare con la giusta ricetta renderà il più banale degli archetipi un personaggio fresco ed indimenticabile. Pensate ad esempio al vostro piatto preferito, probabilmente non c’è una ragione se vi piace così tanto, è così e basta. Insieme a tante altre cose che potrebbero distinguervi per una cosa o per l’altra da qualsiasi vostro sosia. Dovrete pensare: il vostro personaggio ha una passione particolare? Una mania? Un tratto? Atteggiamenti legati a uno specifico ricordo non per forza legato alla storia?
Pensatene il più possibile e se si legano bene al contesto senza tradire quella che è l’anima del vostro personaggio, aggiungetela!

La cosa interessante è che tutto questo insieme di dettagli non renderà solo più interessante la narrazione e il personaggio, ma anche darvi molti più spunti per diversificare l’andamento della storia, in modi che prima non avreste neanche immaginato!

EPILOGO: “La prossima volta vedremo insieme come lavorare sui dettagli dell’ambientazione e della trama, ma anche senza aspettarmi, vi basterà ricordare che tutte e tre le branche condividono alla radice gli stessi processi logici. I dettagli più ispirati, in particolare, hanno la tendenza a generarsi nei momenti più insospettabili della giornata. Magari proprio nel momento in cui la vostra storia era l’ultimo dei vostri pensieri. Quando questo avviene, il mio consiglio è di appuntarveli subito sulla prima superficie piana che troverete. Non scherzo! Le migliori intuizioni svaniscono con la stessa rapidità con la quale emergono (soprattutto se non si ha buona memoria) ed è un peccato giocarvi il meglio della vostra fantasia solo perché avete riposto troppa fiducia a una mente vacillante. In più, non sottovalutate da adesso in poi l’utilità di prestare attenzione ai dettagli che vi stanno intorno. Oltre a rammentarvi che intorno a voi ruota un mondo ricco a sua volta di vite e storie, potrebbe elargirvi preziose fonti d’ispirazione per i vostri lavori futuri, e aprirvi la mente verso realtà che magari non avreste mai pensato ci fossero.”

 

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2 thoughts on “CAPITOLO 14: Dettagli – Parte 1 – I personaggi

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