CAPITOLO 3: La stesura (GENERALITA’)

Schermata 2010-12-20 a 18.39.57PROLOGO: “Dalle stalle alle stelle!”

3.1: Un atto chiamato “Stesura”
Ed eccoci al tanto sospirato momento atteso: Scrivere la storia!
I giorni scorsi abbiamo visto che tutto ha origine dalla BOZZA, che ci indica la direzione da intraprendere per cominciare il viaggio. Abbiamo continuato con l’importanza di delineare la TRAMA, in modo da sapere cosa aspettarci ed essere pronti a prepararlo. E ora, dulcis in fundo, è arrivato il momento della: Stesura!

E finalmente cominciamo a fare qualcosa di concreto.

Mio caro utente. Se questo è quello che hai pensato, è meglio che ti fai un ripassino dei miei precedenti articoli ;).
La stesura altro non è che il secondo atto di tutto il lavoro che abbiamo svolto fino a questo momento.
Sempre per tirare in causa i poveri dilettanti, che distruggo a ogni post che scrivo, l’errore universale che ognuno di loro commette è pensare che può benissimo iniziare a scrivere la stesura subito dopo aver pensato all’idea. Come ho avuto modo d’introdurvi nelle volte scorse, è quanto di più sbagliato possiate fare!

E non temete, io per primo commettevo questo genere di errori. Ecco perché ora ne sto parlando con tanta sicurezza!

La stesura è quella parte del processo creativo che inizia nel momento in cui vi sedete a scrivere la prima pagina della vostra storia, e culmina con la fine dell’epilogo.
Anche qui, potrebbe sembrarvi un concetto assolutamente banale, ma vi posso assicurare che non lo è!

L’obbiettivo della stesura è dare finalmente forma a tutte le scene che per giorni vi hanno frullato nella testa, e legarle tra di loro nella storia conferendo ad ognuna coerenza e logica. 
Se vi sarete impegnati nella preparazione di una buona bozza e avete impostato tutti i punti più importanti della trama, avrete in mano le carte giuste per iniziare il lavoro e cominciare a dar via all’avventura. 

3.2: La chiave è correggere
Ci sono diversi fattori da tenere in considerazione durante la scrittura, e come anticipato, li vedremo tutti con calma man mano che i post cresceranno. Ma voglio fin da subito mettervi al corrente di un aspetto che, molto personalmente, ritengo BASILARE per non gettare alle ortiche tutto il vostro impegno: anche la stesura ha delle fasi!

Quando io scrivevo le mie primissime storie, mi capitava di soffermarmi sul mio stile di scrittura e confrontarlo con quello degli autori commerciali dei libri che stavo leggendo, ed essendo parecchio pignolo nei miei lavori, per non dire insicuro a livello patologico, finivo sempre per odiarmi per la mia incapacità di avvicinarmi ai loro livelli. Almeno quel tanto che bastava per rendere le mie storie scorrevoli e divertenti.
Poi arrivò Syd Field, noto sceneggiatore americano e istruttore di scrittura creativa e scripting, che con il suo libro “La sceneggiatura” m’impartì una lezione che ha finito per ri-scrivere il mio intero modo di intendere la lavorazione di una stesura. 
In un paragrafo della sua guida spiega chiaramente che “La prima stesura che scriverete è MERDA!” (Perdonatemi la volgarità, ma è il contenuto preciso del libro.) Ed è proprio questo che voi dovrete imparare ad accettare.

La prima volta che scriverete le pagine della vostra storia, dovrete accettare che quello che metterete su carta non sarà MAI buono come voi ve lo vorreste aspettare, nemmeno se siete dei maestri della letteratura o gente che scrive da anni le proprie storie. Questo perché nel momento in cui lavorate alla vostra storia, vi trovate a fare il confronto con tanti fattori che vi impediscono di concentrarvi al massimo delle vostre capacità. Magari una notifica di Facebook richiamerà la vostra attenzione. Magari la stanchezza della giornata si farà sentire. Magari vi troverete incastrati in una scena difficile da raccontare e faticherete a destreggiarvi per trovare il bandolo della matassa. Qualunque sia la ragione, vi distrarrete, e tanto! 
Lasciate che succeda! Fregatevene completamente di quanto impreciso sia il testo che state scrivendo! Quello che conta in quel momento è CATTURARE le scene e imprimerle sul foglio di scrittura.
Avrete tempo dopo per abbellirle.

Quando avrete finito il capitolo, o comunque avete deciso che è arrivato il momento di correggere, fatelo! Non è importante con quanta frequenza lo facciate, dipenderà dal vostro modo di lavorare, l’importante è che correggiate!
Rileggendo il vostro lavoro con la mente libera e con le scene della storia finalmente impresse sul foglio, non più sfuggenti nella vostra testa, vi renderete presto conto di tutti gli errori che avrete commesso, ed è proprio questa la fase più scoraggiante del lavoro. Penserete di non avete alcun talento, vi verrebbe voglia di cancellare tutto e andare a far domanda di lavoro a Poste Italiane. Beh, non fatelo. Fidatevi di me (anche perché gli scooter delle Poste sono terrificanti da guidare!). Il semplice fatto che voi siate in grado di riconoscere i vostri sbagli è la prova lampante che avrete in mano tutti gli strumenti per correggere! 
Rileggete tutto e andate a intervenire su tutti quegli aspetti che ancora non vi convincono, senza tralasciare NIENTE! Rileggete ancora e ancora e ancora, finché vi troverete nella condizione in cui tutto vi sembrerà pulito e fluido. Significherà che avrete raggiunto il vostro massimo livello. E solo a quel punto, potrete pensare di pubblicarla, o anche solo farla leggere ad amici e parenti.

EPILOGO: Un autore con all’attivo diversi lavori imparerà presto a trovare il metodo di scrittura che più lo aggrada, che poi applicherà ed evolverà nel corso del tempo. Quello che invece deve interessare a un novizio, è sfruttare tutti i mezzi di base che può per confezionare una storia quanto più pulita, completa e interessante sia in grado di raccontare.
La correzione è il FULCRO della stesura, molto più di quanto non lo sia la scrittura stessa, ed è quello che poi plasma lo stile estetico dell’autore. Non fatevi problemi a cancellare o modificare intere pagine della vostra storia, se lo riterrete necessario, perché tutto deve essere finalizzato all’obbiettivo di renderla SCORREVOLE e FLUIDA. E gli errori grammaticali, di coerenza e d’impostazione sono come la ghiaia per una bicicletta da strada. Capito la metafora? 😉

Termina qui il trittico di GENERALITA’ di Write TUgether, che aveva lo scopo d’introdurre le tre macrocategorie che andremo ad esplorare volta per volta nel corso dei post. I prossimi capitoli saranno inseriti a cadenza relativamente casuale. Sia per quanto riguarda l’ordine delle pubblicazioni, sia per gli argomenti trattati. Potrete suggerire proposte specifiche a dubbi che magari vi attanagliano, oppure parlare voi stessi dei vostri metodi di scrittura, in modo che possiamo già cominciare a espandere i contenuti del blog! 

Io vi ringrazio dell’attenzione e mi auguro sempre di più che i miei consigli possano davvero aiutarvi da questo momento in poi nel futuro.

E con questo annuncio che Write TUgether è ufficialmente APERTO! 

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